venerdì 27 giugno 2014

L’uomo si distingue dall’animale perché agisce con intelligenza, dicono alcuni.
Altri preferiscono dire che si distingue per la sua stupidità.
L’animale infatti, se è sano, non sbaglia.
Programmato per la conservazione della specie e dell’individuo,
è guidato infallibilmente dall’istinto.
Non si pone la domanda: «Che fare?»,
che risponde all’enigma: «Chi sono?».
Noi invece possiamo sbagliare.
Dotati di ragione, la usiamo solo se, come e al fine che vogliamo o riusciamo.
Gli animali sono come nascono.
Noi invece «è per nascere che siamo nati» (P. Neruda).
L’uomo non è ciò che è, ma ciò che non è ancora:
diventa secondo ciò che desidera.
La sua natura, a differenza dal resto, è cultura.

Silvano Fausti

Pascal Campion


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